Sarzana, 30 marzo 2020

 

Mia cara o mio caro paziente,

siete tutti nel mio pensiero.

Vi sono vicino, a voi, ai vostri cari, e a tutti attorno a voi.

Mi auguro che stiate bene, come stiamo bene, e uniti, io, la mia famiglia e anche la mia anziana mamma.

Condivido preoccupazioni e sofferenze come pesano su tutti noi esseri dell'umanità.

 Ho visto dolori e piango degli amici.

Ma voglio anche dirvi che sento tante ricchezze in questi giorni angosciosi, tante profondità toccare i nostri cuori.

E questo farà bene a tutti.

Questo rallentare, questo svuotare, nel silenzio dei giorni dilatati, in cui di colpo sono evaporate abitudini, ritmi, certezze, doveri, sicurezze, aspettative, priorità…. si guarda inevitabilmente NELLA PROPRIA VITA CON ALTRI OCCHI.

E si scoprono tante cose.

Quello che resta.

Quello che manca.

Quello che conta.

 

 

India, la mia figlia più piccola che fa il liceo, mentre aspettava bendisposta le video lezioni del mattino alle 8,30, mi ha detto che non poteva credere di come le veniva di cuore da ringraziare i suoi prof alla fine. Che era buffo sentire la scuola come una conquista!  

E che i social “prima” erano un di più, mentre adesso aiutano a stare vicino.

Io ho detto che la vedo fare le solite cascate di messaggi con le amiche come prima, ma lei ha scosso la testa che ci capisco davvero poco perché per lei è davvero diverso. (e guarda caso, dati questi giorni, io ero lì nel momento in cui lei aveva voglia di spiegarmelo, e l'ho preso!)

E Pepe, il maschio di 20, ha chiarito che lui, per poter vivere in pace con noi h 24, i video-joint con i suoi amici se li fa senza nascondersi. Perché non si nasconde in casa sua!

Silenzio.

A parte che abbiamo abbozzato…, è cresciuto il ragazzo, mannaggia!

Nei bisticci con la mia padrona, inaspettatamente prende la mia parte.

Tanto che la smettiamo, ci giriamo, e lo guardiamo entrambi con aria interrogativa come dire “ma chi ti ha chiesto il tuo parere.”

Comunque ha ripreso in mano la chitarra, dopo tanti anni.

 

 

Il Covid non ci ha portato al cospetto della morte.

Al cospetto della morte ci siamo sempre, anche se facciamo volentieri finta di non saperlo, salvo rovinarci con le nostre mani la salute e anche il pianeta.

Benché sia una pandemia, non ci porta al cospetto della morte.

Ci porta al cospetto della vita.

Della nostra vita.

Di come l'abbiamo riempita, ora che è vuota.

 

E la cosa sorprendente è che non capita solo ad uno o ad un altro, ma una magia del genere avviene in queste settimane-mesi contemporaneamente a tutti noi, ai concittadini che vediamo, agli italiani tutti, agli europei e a tutta l'umanità!

Tutti ci fermiamo, ci guardiamo nella vita, e sentiamo….

E’ COME UN FLASH-MOB PLANETARIO!

Avete presente quando tutti si canta o suona dal balcone alle 18, o quando si mette la candela alla finestra alle 21 e si uniscono tutte le preghiere…

Mentre abbraccio forte tutti quelli che soffrono, chiederei all'Universo di trovare un'altra forma meno velenosa di questa, ma forse gli direi anche per gioco che due mesi di una pausa nelle nostre vite dovremmo avercela prescritta ogni due anni in ricetta medica, per imparare ad essere umani!

E’ qualcosa di inaspettato e inedito, e sorprendentemente così condiviso tra tutti, che è in grado di cambiare i destini di tutto il pianeta, (che ormai ne ha davvero tanto tanto bisogno). L'anno scorso c'è stata Greta, ed è stata preziosa, ma a parte una lotta, serviva un cambiamento nel cuore degli uomini.

Ci pensate, quando tutto questo sarà finito, sono certo che moltissimi ripartiranno con una nuova consapevolezza, con diversi orizzonti.

 So anche benissimo che altrettanti si affretteranno a dimenticare, a berci su, a gettarsi nello shopping, nel lavoro o nel tempo che fugge.

Ma tutti i maestri insegnano che un seme, una volta posto nel terreno, anche dopo tanto tempo, quando si formeranno le giuste condizioni, germoglierà e sboccerà di sicuro.

Ecco, vorrei tanto che quando vi guardate intorno in questi giorni, nel vedere familiari, vicini, la coda fuori dal supermercato, ragazzi che sudano e sbuffano in casa, telegiornali, strade deserte, amici depressi, occhi impauriti o gente che corre, vorrei poteste vedere filtrare la luce di questi dorati semi dello spirito posti in tutti quei cuori da quest’emergenza.

E che poteste immaginarvi il giardino che ne fiorirà poi,  per tutta l'umanità.

Quando, come da sempre succede ogni anno, l'inverno si trasformerà in primavera.

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